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Social geography and new critical thinking

La géographie sociale aux prises avec les nouvelles pensées critiques

La geografia sociale alle prese con il nuovo pensiero critico

Social geography - radical geography, a "missed opportunity"?

Géographie sociale – géographie radicale : retour sur un « rendez-vous manqué » ?

Geografia sociale-geografia radicale: ripensare un «incontro mancato»?

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Published on Friday, January 26, 2018 by João Fernandes

Summary

Ces rencontres franco-italiennes de géographie sociale souhaitent s’interroger sur ce « rendez-vous manqué » en quelque sorte, entre la géographie sociale française et européenne et la géographie radicale anglophone. Elles ambitionnent ainsi de mener une réflexion sur les influences de la géographie sociale actuelle, particulièrement en lien avec le courant de la géographie radicale anglophone.

Announcement

14 e 15 maggio 2018

Presentazione

A partire dall’inizio degli anni 2000, il pensiero detto «critico» si è fortemente rinnovato. Se esso ha inizialmente messo in questione il pensiero dominante a partire da approcci individualisti, questo recente rinnovamento ha significato la riscoperta di una geografia d’ispirazione marxista, dove la geografia radicale anglofona ed i suoi autori più emblematici, come David Harvey, Doreen Massey, Eric Swyngedouw o ancora Neil Smith, costituiscono un riferimento fondamentale.

Tuttavia, se un tale rinnovamento sembra recente, questa geografia ha radici antiche, specialmente in Francia. La geografia sociale in particolare non hai mai realmente cessato di possedere un’«impronta marxista» (Pailhé, 2003). Interessandosi alla (ri)produzione delle disuguaglianze, la geografia sociale francese è stata a volte considerata come «la variante francese della geografia radicale anglofona» (Brunet et al., 1993, p. 476). Tuttavia, gli autori anglofoni hanno poco o per nulla utilizzato nei loro scritti il pensiero di questa corrente critica francese. Per esempio il geografo britannico David Harvey non cita Pierre George nel suo elenco delle scuole di pensiero critico geografico in Francia (2010, p. 89).

Allo stesso tempo, i lavori dei geografi radicali anglosassoni sono entrati nella riflessione geografica francese solamente a partire dal nuovo millennio – dunque tardivamente – grazie ad una serie di traduzione di articoli e scritti vari2, nonostante essi costituissero già un riferimento a livello mondiale (Claval et al., 2015, p. 9). La geografia sociale italiana si è interessata alle tematiche sociali con dinamiche simili alla geografia sociale francese. Ricerche su tematiche come la prostituzione, la marginalità o le disuguaglianze sociali si sono così sviluppate anche in Italia. Tuttavia, nel contesto attuale, i rimandi ad un approccio critico, e ancora più i riferimenti alla geografia radicale, sembrano ancora limitati ed asimmetrici.

Infine, se le due geografie sociali condividono alcune prospettive teoriche, come per esempio l’idea di una dimensione territoriale del sociale (Di Méo, Buléon, 2006 ; Dematteis, 1985) – l’una e l’altra sembrano faticare a posizionarsi in relazione ad una geografia radicale oggi emergente. 

Questo incontro franco-italiano di geografia sociale aspira ad interrogarsi su questo «incontro mancato», tra la geografia sociale francese ed europea e la geografia radicale anglosassone. Esso ha l’ambizione di produrre una riflessione sulle influenze della geografia sociale attuale, in particolare in relazione alla geografia radicale anglosassone. Questa problematica generale sarà declinata attraverso diversi assi di riflessione:

Geografia sociale–geografia radicale : similitudini/differenze

La geografia sociale si caratterizza per l’importanza che viene data al lavoro di campo, al punto da essere stata accusata di essere troppo empirica (Séchet et Veschambre, 2006), mentre la geografia radicale insiste sugli strumenti concettuali da utilizzare, al punto da essere a volte considerata come troppo teorica. Ma ciò corrisponde al vero? La geografia sociale non utilizza a sua volta degli approcci più teorici, come mostrano i lavori sulle differenti «dimensioni dello spazio» (Ripoll et Veschambre, 2005)? La geografia radicale non ha a sua volta sviluppato dei lavori empirici? Questo asse vuole superare una visione che appare per certi aspetti schematica. Le comunicazioni potranno insistere su uno dei due aspetti. Allo stesso modo, se la geografia radicale rivendica il suo essere militante, non ha forse la geografia sociale, a proposito della sua utilità sociale, a volte sostenuto la necessità di una «geografia sociale dell’azione»? (Bautès et Marie Dit Chirot, 2012)? A questo proposito siamo interessati a delle comunicazioni che vertono sull’implicazione dei ricercatori, sul loro atteggiamento verso l’oggetto di ricerca, ma allo stesso tempo verso il loro lavoro sul campo. Comunicazioni legate alla produzione di supporti all’insegnamento, militanti o critici, sono ugualmente benvenute.

Delle geografie sociali oggi dominanti nel mondo accademico ?

Se le università della Francia occidentale (in particolare il laboratorio ESO), di Lione (attorno alla figura di Renée Rochefort) o di Saint-Étienne (legata alla personalità di André Vant) sono state delle «pioniere», altre geografie critiche emergono progressivamente, interessandosi agli approcci radicali anglosassoni e interrogandosi sui rapporti di dominazione, pensando lo spazio come un prodotto sociale. Molte tra queste rivendicano l’appartenenza ad una geografia definita come «sociale», ma a cosa si riferiscono esattamente? Di quali riferimenti ed influenze si nutrono queste geografie? Si tratta di far dialogare i ricercatori sul loro rapporto con la geografia sociale e di riflettere sulle differenti maniere in cui questa è intesa.

Geografie critiche, geografie militanti: sia la geografia sociale che la geografia radicale sono state storicamente accompagnate da una postura militante. Negli anni ’60 i lavori pioneristici di William Bunge negli Stati Uniti hanno combinato una geografia teorica critica ed una geografia militante. Le sue ricerche hanno aiutato a definire i contorni di una geografia militante ed apertamente rivoluzionaria, un approccio oggi ampiamente diffuso nella letteratura radicale. In Francia, la militanza a sinistra dei geografi sociali ha segnato un’epoca (in particolare in relazione ai legami di certi suoi rappresentati con il partito comunista francese). Ma qual è la situazione oggi? La svolta social-democratica dei partiti di sinistra in Europa, il nascere di partiti più radicali (Podemos in Spagna, La France insoumise, ecc.) conducono oggi ad un riposizionamento ideologico dei ricercatori? Lavorando su tematiche come il diritto alla città, le ingiustizie socio-spaziali, i migranti, gli effetti del neo-liberalismo, in che maniera i ricercatori costruiscono dei ponti con il mondo associativo, militante e politico? Con quale ritorno critico e riflessivo? Infine, in che maniera i ricercatori mettono in relazione il loro lavoro (sia empirico che teorico) ed il loro impegno civile e politico (in associazioni, collettivi, sindacati, ecc.) in un contesto accademico dove la parola del ricercatore può essere limitata da condizioni contrattuali (legate al finanziamento della ricerca), finanziarie o istituzionali?

I contributi attesi potranno essere il risultato di ricerche sia empiriche sia teoriche e riguardare varie tematiche, senza limiti a priori, come le condizioni urbane, rurali, ambientali o le migrazioni.

2 Si pensi in particolare alla raccolta di articoli di geografi anglofoni, tradotti in francese, coordinata da Staszack et al. (2001), nonché alla raccolta di articoli di David Harvey (2010)

Modalità di partecipazione

Le proposte di contributo potranno essere redatte in francese o in italiano con una lunghezza compresa tra i 2000 e i 2500 caratteri (spazi inclusi) e con un titolo e 5-7 parole chiave, specificando nome e cognome, istituzione di appartenenza e indirizzo email Le proposte devono pervenire al più tardi

entro il 15 marzo

e devono essere inviate al seguente indirizzo : nora.nafaa@univ-perp.fr

Comitato scientifico

  • Fabio Amato, Professore Associato, Université de Naples Claudio Cerreti, Professore Ordinario, Université de Rome 3
  • Isabelle Dumont, Professore Associato, Université de Rome 3
  • Jean-Marc Fournier, Professeur de géographie, Université de Caen - ESO
  • Emanuela Gamberoni, Professore Associato, Université de Vérone
  • David Giband, Professeur de géographie, Université de Perpignan – ART-DEV
  • Robert Hérin, Professeur émérite de géographie, Université de Caen - ESO
  • Myriam Houssay-Holzschuch, Professeur de géographie, Université de Grenoble - Pacte
  • Benoît Raoulx, Maître de conférences HDR, Université de Caen – ESO
  • Max Rousseau, Chargé de recherche CIRAD – ART-DEV
  • Massimiliano Tabusi, Professore Associato, Université de Sienne

Comitato organizzativo

  • Clément Barniaudy,
  • Aurélie Delage,
  • Emanuele Giordano,
  • Kévin Mary,
  • Nora Nafaa.

Places

  • 52 avenue Paul Alduy
    Perpignan, France (66)

Date(s)

  • Thursday, March 15, 2018

Keywords

  • géographie sociale, géographie radicale, France, Italie

Contact(s)

  • Nora Nafaa
    courriel : Nora [dot] nafaa [at] univ-perp [dot] fr

Information source

  • Nora Nafaa
    courriel : Nora [dot] nafaa [at] univ-perp [dot] fr

To cite this announcement

« Social geography and new critical thinking », Call for papers, Calenda, Published on Friday, January 26, 2018, https://calenda.org/430416

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